Una musica liquida ed evocativa

1Nicoletta Magalotti, aka NicoNote, riminese, si presenta dicendo di non essere una cantante ma una performer, autrice di NicoNote Dream Action «una costellazione di artisti che agita universi nomadi e formati differenti» attiva tra Rimini e Rennes.
Alla vigilia dell’estate siamo stati invitati al Grand Hotel di Rimini, «il luogo più rappresentativo della sua città natale», per la presentazione del suo nuovo CD Alphabe dream, che contiene brani originali e rielaborazioni di brani celebri da Tuxedomoon a Purcell a Tenco, passando per Schumann e Eisler/Brecht.
Nico, dalle movenze delicate, scalda subito l’atmosfera e la sua apparizione rimanda ad un magico mix tra le novellate sembianze di donna felliniana e di una ingentilita Goulue di Lautrec.
Il suo pubblico da inquadratura felliniana entra de plano nello svolgimento della performance: una donna dalla scollatura vertiginosa ornata da un monile stile Cleopatra scelto per ornare lo splendido seno, libero nella seta dell’abito; un’accativante e gioviale “sessualmente diversa” dal corpo e dalla voce sovrastante ingentilita dal sorriso incantevole; un irrequieto napoletano dallo sguardo mite; stilisti, geometri, architetti e designers; un bellissimo giovane di colore, nato in Italia, che si aggirava tra gli ospiti per recuperare il vasellame, “il cameriere dallo sparecchio facile”; mangiatori nonchalance di stuzzichini; attenti e devoti ascoltatori incantati da Niconote – che morderesti per sapere se sa di panna – e D’Ubaldo, aka Duba, il suo produttore per Cynedelic Records.
Nico ha iniziato la performance con una poesia del santarcangiolese Raffaello Baldini inserita nel cd (La mèstra ad Sant’Armàid del 1938), la recita nella sua cadenza riminese, intercalata con un lassandè dal tono proprio della vecchia ammonitrice del Borgo che non lascia spazio alle illusioni di chi l’ascolta.
Al riguardo Nicoletta mi scrive:
«Il tono del lassandè… lo spettacolo vivente è appunto “vivente”, mutevole, è il motivo per cui una registrazione ha una sua cifra ed equilibrio, e ogni momento di condivisione live, lo stesso equilibrio muta, si trasforma, entra in sintonia con lo spazio, cresce decresce muta “vive” appunto nel qui e ora, la voce romagnola di donna anziana della “castellaccia”, voci udite, realmente nella mia infanzia o ancora oggi avvertite nei vicoli o nei borghi delle colline o semplicemente immaginate, come parte di una rappresentazione dell’umano che è mitico, rurale, ma al contempo poetico in una mistica/pagana del quotidiano evocato dal mio immaginario che continua a parlarmi nel profondo».
2In Alphabe Dream NicoNote sguazza nelle illusioni amniotiche che la sua musica evoca: vi troverete immersi in una musica liquida, ascoltandola vi sentirete come nella piscina del ventre paradigmatico materno, nel rimando di echi filtrati dal liquido uterino. Cullati ed illusi dai suoni e dalla voce del mezzosoprano, sperimenterete un intreccio tra suoni, liriche ed immagini oniriche ondeggianti in spazi dilatati.
Lo stesso videoclip del CD si svolge nell’acqua (http://www.youtube.com/watch?v=N2FzNCr-kws): in un mondo naturale e dal punto di vista ribaltato vedrete Nicoletta mentre cammina sui sassi, posarvi i suoi piedi con piacere e cautela, scivolare nel fondo e afferrarli con le mani in una carezza sensuale.
Nico galleggia nell’acqua come in un grembo materno. Natura, echi di suoni come di giochi: suono è vita per Nico Note, il suo generoso corpo nudo si lascia accarezzare dal movimento di un fiume o di un mare, si lascia attraversare dalla luce del sogno, infine si adagia appagata sul fondo sassoso col suo sorriso di donna che trova e sperimenta l’amore nelle sensazioni della vita reale filtrate e rese magiche dal tutto/è/musica. Tutto/è/musica: una traduzione della vita quotidiana che richiede impegno e fatica traslata con leggerezza e maestria nel suo mondo/note.
Intanto, dal tetto del Grand Hotel ogni tanto fa il suo giro di ricognizione un gabbiano per osservare cosa fanno i suoi nuovi ospiti. Nicoletta sul terrazzo termina la performance. Sulla sua postazione una boule di ciliegie fa occhiolino agli ospiti, alcuni non resistono alla tentazione di prenderle di nascosto e Nico ci lascia credere che non se n’è accorta.
Come si descrive una voce? la Nico/Voce è quella che vorresti ti svegliasse cantandoti all’orecchio col sole che filtra dalla finestra. È un’eco nell’eco, ti scava dentro senza scosse, traduce l’ansia in energia rigenerante. La sua risata da mangiatrice di ciliegie ti sorprende e ad ogni gorgheggio ne vorresti ancora.
Le chiedo quanti anni ha e se si spende tutta – tanta – per offrire e vivere emozioni.
«ho 50 anni vissuti con intensità! sì, mi occupo del mio fare arte della vita e vita dell’arte. Sempre in progress, ubi fluxus ibi motus».

Alphabe Dream Cinedelic Records CNCD29
http://www.niconote.net/
http://www.audioglobe.it/disk.php?code=8016670105091

Pubblicato su La Piazza, Rimini, anno 17, n° 8, agosto 2013

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