Renzi + Zagrebelsky = X. Ha vinto l’informazione

schermata-2016-10-02-alle-13-17-13Il confronto tra il Presidente del Consiglio ed il Presidente della Corte Costituzionale (2004) ha deluso entrambi gli schieramenti.
Matteo Renzi cambiava discorso e non rispondeva alle domande di Gustavo Zagrebelsky.
Renzi ha dimostrato di non conoscere la materia costituzionale, soprattutto quella legata alla riforma.
Zagrebelsky poneva domande retoriche e non era pronto alla scaltrezza di Renzi nel cambiare discorso, si bloccava di fronte all’ironia sardonica del Presidente.
In aggiunta il linguaggio giuridico del Professore e giudice costituzionale, è stato ostico un po’ per tutti, salvo per i più informati.
Ha vinto l’informazione: la trasmissione ha ottenuto l’8% di share.
Significa che i cittadini hanno bisogno di informazione, di confronto e di chiarimenti.
La riforma che cambia in un sol colpo 47 articoli su 139 della Costituzione è giudicata pericolosa di per sé (cambia un terzo della Costituzione) e soprattutto nel combinato disposto con la riforma elettorale.
Inoltre c’è una consistente parte degli italiani che obietta che Renzi non è stato eletto con votazione diretta, ma è  stato incaricato di formare un Governo dal Presidente Napolitano e quindi tutto il Governo da lui presieduto non ha i titoli politici per proporre di modificare leggi così importanti.
Zagrebelsky non ha sollevato i dubbi dei poco informati ma certamente ha conseguito un esito importante: Renzi ha annunciato il cambiamento della legge elettorale entro ottobre, cioè prima della data del referendum (4 dicembre).
Renzi cerca di riconquistare gli scontenti del PD? vedremo.
Il vero risultato, come sempre, lo determinerà il PII: il Partito italiano degli Indecisi o il MIeI: Movimento degli Indecisi e Indifferenti.

PER CHI VOLESSE APPROFONDIRE:
La Corte Costituzionale:
1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 83, comma 1, n. 5, e comma 2, del d.P.R. 30 marzo 1957 n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati);
2) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 17, commi 2 e 4, del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica);
3) dichiara l’illegittimità costituzionale degli artt. 4, comma 2, e 59 del d.P.R. n. 361 del 1957, nonché dell’art. 14, comma 1, del d.lgs. n. 533 del 1993, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza per i candidati.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 dicembre 2013.
PER CHI VOLESSE RISENTIRE IL CONFRONTO:
http://www.la7.it/speciali-mentana/rivedila7/referendum-si-o-no-matteo-renzi-vs-gustavo-zagrebelsky-01-10-2016-194390

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