Roma, Cervia, Riccione famose per i pini, Cattolica per le pere

Dopo aver provvisoriamente soprasseduto all’eliminazione dei platani, continua la strage di pini sui viali di Cattolica con il plauso dell’Amministrazione all’operato dell’agronomo comunale che, per incompatibilità caratteriale tale da avergli generato un odio profondo per gli stessi, continua alla chetichella a sostituirli con alberelli di peri che, per di più, sono cimati in modo da non crescere così da poter far ombra ai gatti.
Dopo aver potato i pini marini, lasciando loro un indecoroso ciuffo di chioma, sta procedendo alla loro sostituzione, li sradica di notte uno o due alla volta, in modo che gli affaccendati e distratti cittadini non possano accorgersene e soprattutto protestare.
Forse prese un brutto voto sulla domanda relativa alle conifere e, subdolamente ma ben pagato dai cittadini, ora si vendica con tenacia senza ripensamenti. Si sa che la vendetta è un piatto che va consumato freddo.
Tali alberi abbassano la temperatura di un grado, sono le piante che sviluppano più ossigeno in assoluto, emano effluvi resinosi balsamici (anche se nessuno se ne accorge a causa dello smog) e naturalmente fanno molta ombra: non sono cioè da paragonare in alcun modo ai peri che invece hanno suscitato una vera passione amorosa nel nostro.
Va aggiunto che i pini fanno parte del patrimonio storico-paesaggistico-culturale della città ma la cultura ambientale non interessa che pochi perché rende poco (se non ci si investe): molti sindaci intelligenti nel mondo hanno capito invece che la cultura non solo dà reddito ma salva il pianeta.
Un bel giorno i cattolichini d.o.c. rimasti in circolazione si sveglieranno e inizieranno a dire: t’arcord quand i era i pin?
Il Signore in questione ha avuto l’ardire di giustificare la selvaggia e sconsiderata potatura prima, e l’abbattimento dei pini poi, dicendo che sollevano i marciapiedi! Se fosse veramente competente in materia di alberi, saprebbe che quando vengono sconsideratamente cimati e non hanno il rimbocco di terra sufficiente a ricevere acqua ed ossigeno dal terreno ai piedi del tronco si svincolano come possono cercando di riguadagnare l’asfalto o la pavimentazione soprastante: cioè sono esseri vivi, sensibili e intelligenti perché, loro, cercano di sopravvivere.
Visto che anche noi ci preoccupiamo dello stato di manutenzione e dell’arredo dei marciapiedi propongo una raccolta di firme per sollevare dall’incarico l’agronomo comunale, senza segarlo, pardon! licenziarlo, perché tutti abbiamo diritto di lavorare, ma destinandolo ad altro incarico.
Ci sono ingegneri che fanno gli operatori ecologici o gli operai comunali che riparano i marciapiedi: potrà ben farlo un agronomo.
Del resto non tutti gli agronomi sono competenti in fatto di progettazione di giardini!
Da un lato cemento a go-go, dall’altro scempio del verde: non c’è che dire, i cattolichini si stanno progettando un bel futuro!
Sembra che presso il Comune di Cattolica ci siano soggetti affetti da cemento-mania e pino-fobia: sarà meglio fare una colletta pubblica per assumere un bravo terapeuta delle sindromi persecutorie?
È stato detto che le opinioni di chi non è cattolichino non sono da prendere in considerazione: se ciò avesse un fondamento logico la città dovrebbe essere aperta solo ai cattolichini!
Affermo che le città, il mondo, sono di tutti coloro che vi circolano, anche alla luce della globalizzazione, e tutti hanno diritto di cittadinanza ideologica quando sono in gioco la salute e il patrimonio storico-culturale-ambientale.
Quando ho raccolto le firme a Gradara contro lo scatolone di cemento che ostruisce la veduta a mare sul porto a fianco della “Lampara”, un giovane mi ha detto di non essere di Cattolica, io gli ho risposto che il mare e il paesaggio sono di tutti, non solo dei “chioschisti”.
Senza dire altro ha firmato e, con lui, i suoi amici.

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1 Commento

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Una risposta a “Roma, Cervia, Riccione famose per i pini, Cattolica per le pere

  1. gradarablog

    25 Giugno 2007 – 23:28

    Salve Patrizia, io mi chiamo Lorenzo ed è da un pò di tempo che leggo il tuo blog e lo trovo molto interessante. hai proprio ragione su quello che stà succedendo lungo i viali di cattolica e sulle funzioni dei pini che vengono sradicati per far posto a dei peri. A che cosa servono poi i peri lungo i viali di cattolica?
    Fammi sapere quando farai la raccolta di firme per sollevare dall’incarico l’agronomo comunale, arriverò subito per firmare.

    utente anonimo

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