Fine della storia

Il 14 e 15 maggio a Gradara andremo al voto ed io non sarò in lista.

Voglio lasciare dei chiarimenti sulla mia vicenda politica che ho già illustrato negli altri articoli del blog.

Non credo nelle liste civiche senza simboli di partito. Anche se esse oggi vanno per la maggiore trovo che lasceranno il tempo che hanno trovato, senza che ci sia stata una crescita collettiva. Infatti le liste civiche sono legate all’eventuale prestigio delle persone e si sa che le persone passano e tutto inizia e finisce con loro stesse, non creano aggregati che si riconoscono in ideali etici e condivisibili. Invece all’interno o con il sostegno e le alleanze dei partiti riconoscibili attraverso i simboli, i gruppi elettorali possono far molto per la crescita della consapevolezza e dell’importanza del voto dei cittadini, facendo leva sulla responsabilità civica. Oggi più che mai il destino di ogni individuo dipende anche da quello della comunità in cui vive.

A seguito della disfatta di quella tangentopoli che vide coinvolto tutto il sistema partitico italiano, si punta sugli individui, si è persa la fiducia nei partiti che si sono – forse – dovuti piegare a troppi compromessi per sopravvivere politicamente una volta venuta a mancare la militanza attiva di una base entusiasta e disciplinata perché votata ad ideali un tempo irrinunciabili.

Trovo che è da qui che occorra ripartire, nel riconquistare l’elettorato attivo, puntando sulla responsabilizzazione del cittadino, smettendola con le false promesse faraoniche o di difficile realizzazione che invece di portare sviluppo stanno facendo illudere e collassare l’economia italiana che può rinascere solo nel rispetto della legalità e sotto l’egida della trasparenza, mezzo indispensabile per vincere l’attacco delle varie mafie alle istituzioni e all’assetto economico in generale.

Il cittadino oggi vota e delega in toto la conduzione della cosa pubblica al Sindaco di turno. Così non deve essere, o lo sia in maniera limitata. Occorre che il cittadino sia parte interagente con la politica e le Amministrazioni comunali, che vada a chiedere contezza dell’operato che ritenga sbagliato come delle omissioni. Occorre altresì che i PD locali tornino ad intercettare il malcontento e la mormorazione, occorre che escano allo scoperto e si facciano promotori delle istanze ed i bisogni della gente, delle imprese, della cittadinanza insomma.

Non sono entrata, come ho già detto, nella lista Foronchi perché non credo nella liste civiche miste e senza simboli. Del resto proprio per questa divergenza di fondo non mi è stato chiesto di entrarvi: dunque di incompatibiltà si tratta, così l’hanno definita.

Consapevole che non avrei avuto spazio in quella lista, e per smuovere “le acque dormienti”, ho anche tentato pubblicamente di formare una lista alternativa di sostegno al PD, non di nascosto ma alla luce del sole, ma non vi sono riuscita. Ne erano chiaramente al corrente le persone che volevano una lista partitica e le persone che hanno condotto le trattative per l’attuale lista Foronchi.

Detto ciò, può darsi che mi sbagli e che invece il futuro sia in quelle liste civiche indefinite e miste composte di persone di schieramenti tanto diversi e che risultino capaci di governare in accordo. Ai posteri l’ardua sentenza!

Ringrazio i compagni di partito, i miei compagni del gruppo consiliare di minoranza “Centrosinistra per Gradara” con i quali sono cresciuta in esperienza, i dipendenti comunali con i quali a volte vi è stato un rapporto dialettico, per così dire, vivace, ma sempre stimolante.

Ringrazio gli elettori, tutti coloro che mi hanno sostenuto in questi anni ed anche quegli avversari che sono stati di stimolo per una crescita di conoscenze nel campo amministrativo. Nel dibattito, nel confronto ed anche negli scontri si cresce un po’ tutti, ed è un aspetto della politica attiva che amo molto, mette in moto le rotelle…

Mi rammarico solo delle incomprensioni che si sono create perché credo fortemente che ogni persona sia un soggetto degno di apprezzamento, ritengo che ci sia da imparare qualcosa da tutti proprio per quella unicità di cui è portatrice ogni persona e che la permalosità non aiuti le cause.

Cosa farò da grande ancora non lo so… di certo sono molto consapevole che siamo tutti necessari ma nessuno è indispensabile.

Arrivederci dunque e cari saluti a tutti.


2 commenti

Archiviato in Elezioni, Gradara, Politica

2 risposte a Fine della storia

  1. Matteo Tamburini

    Salve ho letto casualmente il suo blog e le volevo fare unadomanda in quanto facente parte della lista civica il FUTURO per GRADARA.
    Le dico fin da subito che non scrivo con intenti polemici ma con l’unico scopo di capire le dinamiche dei partiti politici che frà i cittadini hanno perso credibilità, perciò consideri le mie parole come parole di un cittadino di Gradara.
    Lei scrive che le persone elette facenti parte di una lista civica “non creano aggregati che si riconoscono in ideali etici e condivisibili” ma è sicura che un partito politico (o perlomeno le persone iscritte ad un certo partito politico) abbiano ideali etici condivisibili?

  2. Patrizia Mascarucci

    La ringrazio per avermi letto. Mi fa piacere parlare con le persone che la pensano diversamente da me, c’è uno scambio vicendevole sempre proficuo perché se -a volte – non c’è qualche cosa da imparare da tutti, ragionare sulle cose è assolutamente utile.
    La invito cortesemente a rileggere l’articolo senza estrapolare frasi che, tolte dal loro contesto, assumono necessariamente significati diversi e molteplici.
    La mia è un’opinione come ho già detto e come tale è, per l’appunto, opinabile.
    In bocca al lupo e che possa vincere la miglior lista.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s